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Le allergie sono tra le malattie più frequenti nella nostra epoca in Europa. In Svizzera, circa 1,2 milioni di persone (20% della popolazione) soffre di allergie ai pollini. Delle circa 3500 differenti specie di piante presenti sul territorio elvetico, solo una ventina tendono a creare reazioni di tipo allergico.

Causa e meccanismi

Le allergie in generale sono delle reazioni eccessive del sistema immunitario, che riconosce come nocive delle particelle in realtà innocue. Nel caso specifico delle allergie stagionali, le cellule del sistema immunitario reagiscono alle proteine presenti sui pollini, producendo istamina e scatenando quindi una reazione infiammatoria.
I tre gruppi principali di allergeni sono alberi (betulla, nocciolo, ontano, frassino, quercia, carpino bianco), graminacee (fleolo, erba mazzolina, avena altissima, …) o erbe (artemisia e ambrosia). Questi tre gruppi hanno periodi di fioritura diversi e sono quindi raggruppati in allergie primaverili, estive ed autunnali.

Sintomi e allergeni 

I principali sintomi della pollinosi interessano naso e occhi, solo in una fase di aggravamento possono colpire anche i bronchi provocando l’asma.
Eccessivo scolo nasale o al contrario naso congestionato, insieme a bruciore e prurito oculare sono spesso i protagonisti; a questi possono aggiungersi prurito al palato o alle orecchie, raucedine, stimolo continuo della tosse o cefalea.
Talvolta questi sintomi possono essere confusi con quelli legati a reazioni allergiche dovute a muffe o acari della polvere, proprio per questo è ottimo eseguire dei test cutanei e/o ematici per verificare l’entità dell’allergene.

Terapie classiche disponibili 

I classici sintomi allergici vengono tenuti sotto controllo da spray, gocce nasali o compresse che appartengono principalmente alle classi degli antistaminici e dei corticosteroidi. Nella maggior parte dei casi questi farmaci si rivelano efficaci nella riduzione della sintomatologia, ma non sono però una cura a lungo termine, e presentano spesso spiacevoli effetti collaterali come sonnolenza, affaticamento, secchezza delle fauci, disturbi gastrointestinali e altro.

Un’alternativa più a lungo termine è rappresentata dalla desensibilizzazione o immunoterapia specifica, dove si somministra a dosi sempre più elevate l’allergene in modo da abituare lentamente il corpo alla sostanza, in modo che non venga più classificata come un pericolo. Terapia efficace ma molto mirata e quindi poco funzionale per chi è allergico a più sostanze.

Reazioni crociate con i cibi 

Gli allergeni proteici presenti sui pollini sono molto simili ad alcuni tipi di proteine presenti nei cibi (soprattutto frutta e verdura). Proprio per questo ci sono alcuni cibi che è meglio evitare durante l’esposizione agli allergeni, in quanto aggravano la reazione infiammatoria del corpo. Se siete interessati trovate maggiori informazioni su questo articolo Allergie e reazioni crociate e sul sito dell’Associazione Svizzera delle Allergie.

I punti di vista della MTC 

Dal punto di vista della Medicina Tradizionale Cinese le allergie sono considerate un attacco di un patogeno esterno che invade il corpo a causa di un deficit dell’energia difensiva (Wei Qi).

I sistemi energetici più implicati sono Polmone e Milza-Pancreas.
Alle nostre latitudini le cause sono di frequente iatrogene o alimentari. Un’eccessiva somministrazione di antibiotici (soprattutto in fase infantile) può creare un vuoto dell’energia della Milza, così come un’alimentazione ricca di alimenti freddi e impegnativi da digerire.
L’obiettivo della MTC è quello di aiutare l’organismo a trasformare le mucosità presenti del corpo e a costruire un Qi (un’energia) difensivo più potente, che non permetta alle aggressioni esterne di penetrare.
Agopuntura e farmacopea cinese sono utili sia in fase acuta per aiutare il corpo a ridurre i sintomi, sia in fase preventiva per curare la malattia alla radice e non permettere l’espressione della stessa.

Il protocollo standard prevede il trattamento nella stagione precedente alla fioritura delle piante, in particolare per nocciolo e ontano sarebbe utile cominciare a novembre-dicembre, per frassino e betulla verso gennaio, mentre per le graminacee verso marzo.

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